La resurrezione e l’ascensione di Gesù Cristo

di FRANCESCA LITIGIO

1 Passato il sabato, Maria Maddalena, Maria, madre di Giacomo, e Salome comprarono degli aromi per andare a ungere Gesù. 2 La mattina del primo giorno della settimana, molto presto, vennero al sepolcro al levar del sole. 3 E dicevano tra di loro: «Chi ci rotolerà la pietra dall’apertura del sepolcro?» 4 Ma, alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata; ed era pure molto grande. 5 Entrate nel sepolcro, videro un giovane seduto a destra, vestito di una veste bianca, e furono spaventate. 6 Ma egli disse loro: «Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l’avevano messo. 7 Ma andate a dire ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea; là lo vedrete, come vi ha detto». 8 Esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro, perché erano prese da tremito e da stupore, e non dissero nulla a nessuno, perché avevano paura.
Marco 16,1-8

Le donne si allontanano dal sepolcro e non sappiamo ciò che accadde dopo, così come non abbiamo conoscenza di ciò che fecero i discepoli dopo che Gesù fu crocifisso. Marco finisce all’improvviso, così come inizia! Come la fine di un film che non ha una soluzione chiara, con tutto ancora in bilico, e chi legge può restare con il fiato sospeso, in attesa di ciò che verrà dopo.

«Esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro, perché erano prese da tremito e da stupore, e non dissero nulla a nessuno, perché avevano paura» (v.8).

Il finale del vangelo di Marco ci lascia in silenzio e forse per questo motivo può essere deludente. Non ci sono apparizioni di resurrezione, non c’è l’incarico finale ai discepoli. Però, Gesù ha già preparato i suoi discepoli per ciò che verrà. Per tre volte ha detto loro che avrebbe dovuto subire grandi sofferenze, essere ucciso e dopo tre giorni risorgere. Dopo la sua trasfigurazione (Mc 9,9), disse a Pietro, Giacomo e Giovanni di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto finché non fosse risorto dai morti.

  • Eppure né Pietro, né Giacomo, né Giovanni quando Gesù muore vanno in giro a dirlo. Quando Gesù fu tradito e arrestato, tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.
  • Quando Gesù era sotto processo, Pietro negò categoricamente di conoscerlo tre volte.
  • Le donne, invece, sembrano fornire qualche speranza: a distanza assistono agli eventi della crocifissione e della morte di Gesù. Vedono latomba dove è deposto il corpo di Gesù. Vanno presto, in questo primo giorno della settimana, per compiere un ultimo atto di servizio per Gesù: ungere il suo corpo per la sepoltura. Ma non viene trovato alcun corpo. Invece, c’è un giovane vestito di una veste bianca che le saluta presso il sepolcro con la notizia che Gesù è risorto, e poi incarica loro di «andare a dire ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea; là lo vedrai, come ti ha detto» (v.7).

Durante tutto il suo ministero, Gesù ha detto ai suoi discepoli e a coloro che ha guarito di non testimoniare di Lui, sapendo che la loro comprensione della sua missione era incompleta. Finalmente è arrivato il momento di raccontare. Le donne sono ora incaricate di annunciare la buona notizia che Gesù è risorto. Eppure le parole dell’angelo non riescono a dissipare la paura delle donne. Come i discepoli maschi, le donne fuggono, sopraffatte dal terrore e dallo stupore. Non dissero nulla a nessuno, perché avevano paura.

Davanti alla tomba vuota, così finiva il Vangelo di Marco, avvolto nell’oscurità e nella disillusione. Potremmo dire, anche nella delusione.

Non c’è da stupirsi, dunque, che scribi e interpreti nel corso dei secoli si siano sentiti obbligati a finire la storia di Marco diversamente. Vogliamo una conclusione; una conclusione soddisfacente. Vogliamo soprattutto un lieto fine. Vogliamo vedere Gesù, toccarlo e gioire con i discepoli perchè è vivo! Perchè se Gesù risorto non c’è, rimaniamo insieme alle donne nella loro paura e confusione.

Ma questo finale incompiuto non è forse più vicino alla nostra reale esperienza del mondo? Nel mondo reale le tensioni sono spesso irrisolte; le domande in sospeso raramente si risolvono tutte nella vita. Le nostre vite sono piene di storie incompiute: l’opportunità che abbiamo lasciato passare, la relazione che è andata in pezzi, il familiare o l’amico che è morto troppo giovane, la malattia di un bambino, il ripetersi di dinamiche di potere in cui il più forte schiaccia il più debole nel silenzio del resto del mondo.

Pensiamo per un momento a quali sono le nostre domande irrisolte (PAUSA)

Questo finale disorientante, forse però è voluto: Gesù ci disorienta affinché possiamo essere riorientati.

Il finale del Vangelo di Marco stridente nel suo realismo, instabile, crea anticipazione e dà motivo di speranza. Perché? Perché il sepolcro è vuoto, perché la morte non ha potuto trattenere Gesù. E perché le donne hanno ricevuto il messaggio.La storia della vita di Gesù ci dà tutte le ragioni per credere che ciò che è promesso si avvererà.Ha sofferto, è morto ed è risorto, proprio come aveva predetto. Tradito e rinnegato dai suoi proprio come aveva detto. Aveva anche detto che avrebbe incontrato i discepoli dopo la sua morte.

La storia raccontata da Marco può farci desiderare un altro finale, più parole, più spiegazioni, più sicurezze, più soluzioni e più azioni, più indicazioni su cosa fare, dove andare. Ma la Pasqua non si basa su ciò che hanno fatto le persone dopo la morte di Gesù, ma su ciò che ha fatto Dio in tutta la vita di Gesù.

Marco è il Vangelo che crea uno slancio che spinge oltre la sua fine e verso il futuro. L’annuncio della Pasqua di risurrezione di Marco ci orienta al futuro, ma non è un futuro sconosciuto, è un futuro che conosci già, che Dio ti mostra giorno per giorno: Se vuoi fare esperienza di Gesù risorto, devi tornare in Galilea dove Egli promette di incontrarci. Ritornare in Galilea significa tornare ai margini dove Gesù svolgeva il suo ministero e incontrarlo nuovamente dando da mangiare agli affamati, scacciando i demoni che tormentano le persone, predicando parole di speranza a chi ha il cuore spezzato, guarendo chi è in difficoltà e abbattendo le barriere che separano le persone. È entrando nel potere del regno di Dio che viene che sperimentiamo l’incontro di Gesù risorto che ci conduce alla risurrezione.

Che aspetto ha la novità della risurrezione? In tutto il Vangelo ci sono numerosi indizi. Sparse nel vangelo di Marco ci sono storie di uomini e donne che spiegano come si è presentata loro la risurrezione, proprio nella vita quotidiana. La suocera di Pietro guarita dalla febbre e liberata, per servire (1:31). Un uomo paralizzato riprende a fare movimenti con i suoi arti immobili (2,9-12). Levi si alza e si mette in cammino seguendo Gesù, e lascia il lavoro sicuro ma immorale al banco delle imposte (2,14). Un uomo emarginato con la mano bloccata (seccata) viene posto al centro dell’attenzione della sua comunità e viene guarito (3:3). Gesù si alza nella tempesta per calmare il caos che spaventa (4:38). Una giovane ragazza viene risvegliata da un sonno mortale a una nuova vita (5:41). Un ragazzo minacciato con fuoco e acqua da un demone viene liberato dal tormento (9:27). Un mendicante cieco si alza per farsi restituire la vista da Gesù e segue Gesù lungo la strada (10:49). Tutti episodi che il vangelo di Marco ci ha narrato!

Nel vangelo di Marco il lieto fine non arriva alla fine; appare ripetutamente in Galilea mentre il regno di Dio irrompe con la sua potenza trasformatrice nella vita quotidiana.

Il lieto fine che sembrava esserci stato tolto dall’evangelo di Marco ci era stato già dato: la promessa affidabile veniva direttamente dalla bocca di Gesù. Ci indica il luogo in cui Gesù ha promesso di manifestarsi e ci mostra il lieto fine (quello potente e incredibile) che irrompe nel quotidiano della nostra vita però e non nel momento dello straordinario. La risurrezione non si può possedere e fotografare in un finale da film, ma è un vero lieto fine, un lieto fine che irrompe e riporta in vita.

Potevamo già gioire ma non ce ne eravamo accorti: ora è il momento della consapevolezza e della gioia. Oggi è il tempo della risurrezione, oggi gioiamo perchè il Signore è risorto e Gesù ce lo aveva annunciato ogni giorno della sua vita: che questa risurrezione è anche per me e per te, che viviamo tra la promessa e il suo compimento, che siamo invitati a restare qui con gli altri e le altre che conoscono la precarietà della vita, che annunciamo che Cristo è risorto per noi, perchè la risurrezione di Gesù Cristo è Dio che dice al mondo intero che l’Amore è capace di risollevare le persone.

Buona Pasqua a tutti e tutte noi che crediamo nell’amore di Dio che fa risorgere!

Amen

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